Cronaca

"Operazione sottotraccia". 12 arresti per associazione a delinquere

lunedì 10 luglio 2017

L'operazione avviata lo scorso agosto, si è svolta tra Andria e Cerignola.

Nelle prime ore della mattina la polizia di Stato ha dato esecuzione ad una Ordinanza di Custodia Cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Trani su proposta di quella Procura della Repubblica, nei confronti di 12 persone, tutte con pregiudizi per reati contro il patrimonio, originarie delle città di Andria e Cerignola. I sodali, di cui 9 in carcere, 1 agli arresti domiciliari e 2 con obbligo di dimora, ritenuti partecipi di due associazioni per delinquere radicate nel territorio andriese, avrebbero perpetrato nel tempo furti pluriaggravati, rapine, ricettazioni, danneggiamento e uso illecito di apparecchi atti a intercettare,  non  solo in ambito autostradale, in Puglia, Campania, Molise e Abruzzo ma anche esternamente alla viabilità autostradale.

A  seguito  di lunga ed articolata attività di indagine,  avviata a partire dall’agosto scorso, i poliziotti sono riusciti a raccogliere sufficienti ed univoci  indizi di reità a carico del sodalizio criminoso,  appurando il compimento di numerose rapine ad autotrasportatori,  anche stranieri, in transito e in sosta nelle aree di servizio presenti sulla tratta autostradale della A/14 e della A/16. L’associazione, caratterizzata da una precisa ripartizione tra i sodali di ruoli e compiti, sfruttava una minuziosa conoscenza del territorio e si avvaleva una vasta disponibilità di veicoli, impiegando tra l’altro,  durante  le  fasi culminanti  dei  delitti, apparati ricetrasmittenti e scanner utilizzati per captare le comunicazioni radio in uso alle forze di polizia, nonche’ utenze telefoniche attivate a nome di soggetti  inesistenti.

Il sodalizio criminoso metteva a segno furti anche in sedi di aziende commerciali situate fuori dalla rete autostradale, causando alle stesse danni economici di rilevante entità.

La meticolosa pianificazione dei reati, nell’arco temporale di durata dell’inchiesta, ha consentito all’organizzazione criminale che utilizzava mezzi  da  carico  rubati  e  riciclati anche con l’applicazione di targhe clone o apocrife,  di appropriarsi  di merci di varia natura, tra cui pneumatici,  calzature,  alimentari,  farmaci,  materiale informatico ed altro,  per un valore prossimo al milione di euro. 

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